VINITALY 2026

Il Vino Italiano Incontra il Mondo

58ª Edizione      

Si è chiusa il 15 aprile2026 la 58ª edizione di Vinitaly, la manifestazione fieristica più importante al mondo dedicata al vino italiano. Quattro giornate intense tra i padiglioni di Veronafiere hanno confermato Verona come la capitale globale dell'enologia: 90.000 presenze complessive, 4.000 aziende espositrici e operatori giunti da 135 nazioni hanno scritto una pagina memorabile per il settore vitivinicolo italiano, nonostante un contesto internazionale segnato da complessità geopolitiche e tensioni commerciali.

Siamo stati presenti sin dal primo giorno, domenica 12 aprile, per raccontare da vicino un evento che — edizione dopo edizione — si conferma non soltanto una vetrina commerciale, ma un autentico ecosistema culturale del vino. Un luogo dove la storia di ogni bottiglia trova la sua voce, dove il territorio parla attraverso il calice, dove i produttori incontrano il mondo.



Una Fiera da Record: i Numeri della 58ªEdizione

I dati definitivi diffusi da Veronafiere al termine della manifestazione consegnano un'edizione di grande valore. Le 90.000 presenze registrate nei quattro giorni sanciscono il tutto esaurito del quartiere fieristico, con i 18 padiglioni occupati per un totale di 100.000 metri quadrati di superficie espositiva.



"Siamo soddisfatti perché in un contesto internazionale segnato da dinamiche geopolitiche complesse, il risultato raggiunto assume un valore tutt'altro che scontato." Federico Bricolo, Presidente di Veronafiere

La dimensione internazionale della fiera si è confermata in crescita: il 26% dei visitatori proveniva dall'estero, rappresentando 135 nazioni, cinque in più rispetto all'edizione 2025. Oltre 1.000 top buyer selezionati da più di 70 Paesi sono stati accolti a Verona attraverso il piano di incoming sviluppato in collaborazione con ITA–Italian Trade Agency, a conferma dell'orientamento sempre più strategico di Vinitaly verso i mercati internazionali.

Tra i principali mercatidi provenienza degli operatori si sono confermati Germania, Stati Uniti, Canada, Svizzera e Regno Unito, con quest'ultimo in crescita del +30% rispetto all'edizione precedente. Significativi anche i progressi registrati da mercati emergenti come Brasile, India, Corea del Sud e Africa. Una flessione si è invece registrata dalla Cina (-20%), riflesso di dinamiche di mercato più complesse.

A suggellare l'importanzastrategica della manifestazione ha contribuito una partecipazione istituzionale di altissimo livello: al taglio del nastro erano presenti cinque ministri, il Presidente della Camera Lorenzo Fontana e il Commissario europeo all'Agricoltura e allo Sviluppo Rurale Christophe Hansen. Il martedì ha visto la visita della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla sua terza partecipazione ufficiale a Vinitaly.



Un'Italia Intera nei Padiglioni: la Mappa degli Espositori

Quattromila aziende, il 7%delle quali estere, provenienti da ogni angolo della penisola: Vinitaly 2026 ha rappresentato uno spaccato fedele e straordinario della biodiversità vitivinicola italiana, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, dalle Alpi al Canale di Sicilia. Ogni regione ha portato la propria identità enologica, i propri vitigni autoctoni, i propri terroir unici.

Nord Italia: Tra Classicismo e Innovazione

Il Nord Italia ha confermato la propria centralità nel panorama enologico nazionale. Il Veneto, regione ospitante, ha aperto le danze con una presenza massiccia e trasversale: dal Soave alla Valpolicella, dall'Amarone al Prosecco di Conegliano Valdobbiadene — DOCG patrimonio UNESCO — fino all'Asolo Prosecco Superiore. Il Piemonte ha schierato la sua aristocrazia vinicola: Barolo, Barbaresco, Barbera d'Asti, Grignolino, Timorasso dei Colli Tortonesi, Dolcetto e decine di altre espressioni di un territorio che non smette di sorprendere. Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia hanno completato un panorama settentrionale di straordinaria ricchezza.

L'Emilia-Romagna si è rappresentata con un padiglione completamente rinnovato, frutto della collaborazione tra 'Enoteca Regionale, la Regione e APT Servizi. Con 90 espositori — in crescita del 13% rispetto al 2025 — la regione ha offerto una vetrina unitaria della propria filiera. Cuore del padiglione, lo spazio ristorante firmato dallo chef stellato Carlo Cracco, affiancato dalla presenza di Massimo Bottura, un racconto integrato tra vino, cucina e prodotti DOP e IGP. L'inaugurazione del Padiglione 1, domenica 12 aprile, ha visto la partecipazione del Presidente della Regione Michele de Pascale e della madrina Simona Ventura.

Centro Italia: Identità e Grande Tradizione

La Toscana è tornata daprotagonista con tre delegazioni distinte, oltre 400 etichette in degustazione e un calendario fitto di appuntamenti. Dal Brunello di Montalcino al Chianti Classico, dalla Vernaccia di San Gimignano al Morellino di Scansano, la regione ha offerto un panorama enologico di straordinaria profondità. La presenza congiunta dei principali Consorzi di tutela ha garantito un racconto coerente e autorevole delle eccellenze toscane.

L'Umbria ha brillato conle sue denominazioni più identitarie: Montefalco, territorio di grande personalità con il Sagrantino, e Torgiano, una delle prime DOC italiane (1968), hanno tenuto masterclass di alto profilo. Le Marche, il Lazio — con la presentazione del DiVino Etrusco nell'area della Regione Lazio — e l'Abruzzo hanno completato una rappresentanza del Centro Italia di spessore.

Sud Italia e Isole: il Grande Rinascimento del Mezzogiorno

Il Sud Italia ha vissuto una delle edizioni più convincenti di sempre. La Campania si è confermata tra le protagoniste assolute con 170 realtà vitivinicole presenti e un padiglione di 5.600 metri quadrati — il più ampio della sua storia — ispirato all'America's Cup. I sei Consorzi di Tutela campani hanno animato la Piazza Campania con show cooking, degustazioni tematiche ed esperienze innovative: il Consorzio Vitica ha proposto degustazioni in 3D, mentre il Consorzio Vita Salernum Vites ha dedicato due masterclass ai vini salernitani.

La Puglia ha presentato le103 cantine del Padiglione 11 con un'offerta completa: enoteca regionale, spazio show cooking, oltre 700 bottiglie stappate tra bianchi, rossi, rosati e bollicine pugliesi, circa 2.500 degustazioni e più di 300 buyer accolti. Significativa anche la partecipazione al progetto Sommelier Astemio, che ha coinvolto ragazzi con bisogni educativi speciali nel servizio all'enoteca regionale.

La Sicilia ha portato lasua straordinaria biodiversità varietale: Nero d'Avola, Grillo, Frappato e gli altri autoctoni dell'isola sono stati protagonisti di masterclass dedicate, organizzate dal Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia in collaborazione con la Vinitaly International Academy. La Sardegna, la Calabria e la Basilicata hanno chiuso il quadro meridionale con realtà in crescita e sempre più orientate verso i mercati internazionali.

Un Programma di Altissimo Profilo: le Masterclass

Cuore culturale e formativo di Vinitaly 2026, il programma delle masterclass ha superato ogni aspettativa. Oltre 100 appuntamenti tra seminari tecnici, degustazioni guidate e tasting tematici hanno trasformato i quattro giorni di fiera in un'autentica università del vino. Le sale si sono riempite ogni giorno, con liste d'attesa per gli eventi più attesi.

La Vinitaly International Academy

La 34ª edizione della Vinitaly International Academy ha visto centinaia di candidati al titolo di Italian Wine Ambassador e Italian Wine Expert misurarsi con percorsi formativi di eccellenza. Il programma ha incluso un seminario del Prof. Attilio Scienza sul tema 'Ripensare l'autoctonia: nuovi significati per una parola antica', una riflessione sulla vera identità varietale italiana alla luce degli ultimi sviluppi scientifici. La prima Master of Wine italiana, Cristina Mercuri, ha guidato una masterclass dedicata ai vitigni PIWI (resistenti alle malattie fungine), tematica di crescente attualità nel contesto del cambiamento climatico.

I Territori Raccontati Attraverso il Calice

Il Gambero Rosso ha celebrato i suoi 40 anni di storia con una masterclass dedicata a otto icone assolute del vino italiano — un percorso esclusivo attraverso le etichette che hanno scritto la storia dell'enologia nazionale. Il Consorzio Tutela Vini Valpolicella ha proposto un approfondimento sull'Appassimento, la pratica più identitaria della tradizione enologica veronese. Il Consorzio Vini Asolo Montello ha condotto un viaggio nell'Asolo Prosecco Superiore DOCG, con focus sulle condizioni pedoclimatiche e sulle specificità delle bollicine asolane.

Il Consorzio Prosecco di Conegliano Valdobbiadene — patrimonio mondiale UNESCO — ha guidato i partecipanti in un percorso attraverso sei vini capaci di rappresentare il mosaico di suoli che caratterizzano la DOCG, territorio incastonato tra Venezia e le Dolomiti. Non è mancato lo sguardo oltre i confini italiani: una masterclass ha esplorato l'evoluzione stilistica dello Champagne, attraverso cuvée emblematiche capaci di raccontare come suoli, vitigni e scelte dei produttori plasmino le espressioni di questa denominazione iconica.

In collaborazione con AIS, la degustazione dedicata a 'Le Sbarbatelle' ha messo in luce le produttrici under 35 da tutta Italia, donne che stanno costruendo il futuro del vino italiano con determinazione e talento. Spazio anche all'innovazione con la masterclass dedicata ai vitigni PIWI, organizzata dal MASAF–Ministero dell'Agricoltura in collaborazione con CREA e PIWI ITALIA.

Convegni e il Tavolo Vino

Oltre alle masterclass, il programma ha incluso 30 convegni, panel e tavole rotonde. Centrale il Tavolo Vino, che ha riunito tutta la filiera per affrontare temi strategici: dalla guerra commerciale e i dazi sull'export verso gli USA — che nei primi mesi del 2026 ha registrato un calo del 34% — alle nuove dinamiche produttive, fino al nuovo OCM vino e ai cambiamenti nei modelli di consumo. Un confronto franco e necessario, con il settore chiamato a navigare acque sempre più complesse.

Vinitaly and the City: Verona come Palcoscenico



Anche quest'anno Vinitaly ha travalicato i confini del quartiere fieristico per abbracciare l'intera città di Verona. Dal 10 al 12 aprile, Vinitaly and the City ha trasformato piazze, cortili medievali e luoghi simbolo della città scaligera — inclusa per la prima volta l'Arena di Verona — in templi della degustazione. L'iniziativa ha registrato 50.000 token degustazione, confermando l'interesse crescente del pubblico generalista e, in particolare, delle nuove generazioni verso la cultura del vino.

Le serate di Vinitaly& the Night, in programma l'11, il 12 e il 14 aprile alle Gallerie Mercatali, hanno aggiunto una dimensione conviviale e festosa alla manifestazione, creando un ponte tra il mondo professionale degli operatori e quello degli appassionati. Il format itinerante di Vinitaly and the City proseguirà nei prossimi mesi con tappe in Calabria e successivamente ad Ancona nelle Marche.

Le Novità dell'Edizione 2026



Vinitaly 2026 ha portato con sé una serie di innovazioni significative. Il potenziamento di NoLo – Vinitaly Experience ha dato struttura e visibilità al crescente segmento dei prodotti no e low alcohol, con un'area espositiva dedicata al secondo piano del Palaexpo che ha riunito produttori, tecnologie e i principali brand italiani. Un segnale importante di un mercato in rapida evoluzione.

Il debutto di Xcellent Spirits ha creato un nuovo dialogo tra la filiera del vino e quella dei distillati, riconoscendo la complementarità tra i due settori. Sul fronte digitale, Vinitaly Plus e il nuovo agente Bacco AI hanno ottimizzato il business matching tra espositori e buyer, rendendo ogni visita più mirata ed efficiente. Quasi 19.000 incontri B2B organizzati attraverso la piattaforma della manifestazione hanno generato relazioni commerciali concrete.

I Premi Vinitaly 2026hanno coronato l'eccellenza italiana nel mondo: il Premio Vinitaly International Italia è andato a Lamberto Frescobaldi, mentre la sezione estera è stata assegnata ad Antonio Stopper, riconoscimento al lavoro di due figure che hanno contribuito a costruire la reputazione globale del vino italiano.

Conclusione: Vinitaly, Ancora Punto di Riferimento



Si chiude un'edizione di Vinitaly che ha saputo mantenersi solida e ambiziosa in un momento non semplice per il settore. Le sfide sono reali — la guerra dei dazi, la contrazione di alcuni mercati, il cambiamento nei modelli di consumo — ma Verona ha dimostrato ancora una volta di essere il luogo dove l'Italia del vino trova la forza di guardare avanti.

4.000 aziende, 90.000 visitatori,135 nazioni, 100 masterclass, decine di premi e riconoscimenti: questi numeri raccontano un settore vivo, dinamico, profondamente radicato nella cultura e nell'economia del Paese. Un settore che conta 670.000 ettari di vigneto, 530.000 imprese e 870.000 occupati, con un impatto economico diretto e indiretto di oltre 45 miliardi di euro.

Il prossimo appuntamento è già fissato: dall'11 al 14 aprile 2027, sempre a Veronafiere, per la 59ª edizione di Vinitaly.

Per chi, come noi di Onlymywinetasting, vive il vino come una forma di racconto e di cultura, Vinitaly è ogni anno un'esperienza irrinunciabile. Un luogo dove ogni sorso ha una storia da raccontare, ogni etichetta porta il segno di una terra e di un lavoro, ogni incontro apre una porta verso nuovi orizzonti enologici. Ci vediamo nel 2027.

— Redazione Onlymywinetasting.com

Verona, 15 aprile 2026



image13.webpimage4-3.webpimage10-2.webp
image0-1-1.webpimage7-3.webpimage11-1.webp
image6-2.webpimage8-2.webp
image13.webpimage0-1-1.webpimage6-2.webpimage4-3.webpimage7-3.webpimage8-2.webpimage10-2.webpimage11-1.webp