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Casasco · Colli Tortonesi · Alessandria
Titolare: Enrico Mandirola · Quarta generazione · Fondata nel 1913
La storia di Mandirola ha inizio nel 1913, quando il bisnonno Enrico acquista da un ricco possidente locale — tale signor Biasei, proprietario della quasi totalità dei migliori terreni di Casasco — un’azienda fondata agli inizi dell’Ottocento e nota con il nome dialettale di “Il Muntagnei”, ovvero “la piccola montagna”. La proprietà originaria comprendeva viti, grano e mais su circa 12 ettari.
Negli anni ’50 ilnonno Giovanni, insieme ai figli Lino, Mario, Bruno e Giorgio, amplia la produzione di vino. Nei decenni successivi l’azienda cresce con nuove acquisizioni: terreni a Momperone, nei Piani di Casasco e, tra gli anni ’80 e la fine del secolo, il campo “Lù della Costa” — dove nel 1992 viene piantato un vigneto di Timorasso — e infine il vigneto storico “Tantèi”, negli anni 2010.
Oggi l’azienda èguidata da Enrico Mandirola, quarta generazione della famiglia, che gestisce circa 30 ettari totali: 11 a vigneto, 11 a seminativo, 2 a frutteto e 6 a bosco. I vigneti — esposti a sud-ovest e sud-est tra i 300 e i 350 metri di altitudine, su suoli calcareo-argillosi ricchi di minerali — formano un corpo unico sul crinale collinare che collega Casasco a Magrassi. La produzione totale è di circa 15.000 bottiglie l’anno, di cui 7.500 di Timorasso.
Il vigneto“Tantèi” è uno dei luoghi più importanti della storia enologica piemontese contemporanea. Mandirola detiene la distinzione di possedere le più antiche viti di Timorasso conosciute nei Colli Tortonesi — con oltre 90 anni di età — ed è proprio da questo vigneto che, alla fine degli anni ’80, furono prelevate le prime selezioni massali per salvare il Timorasso dall’estinzione.
La famiglia Mandirola coltiva il Timorasso da oltre 50 anni: prima, durante e dopo la riscoperta popolarmente attribuita a Walter Massa. In un senso molto concreto, qualunque Timorasso si stia degustando oggi porta con sé un pezzo di DNA di Mandirola 1913.
I vigneti sono coltivati secondo i principi della difesa integrata, senza sistemici né erbicidi: solo rame e zolfo in polvere, nel rispetto dei criteri di sostenibilità europei. I filari sono piantati trasversalmente alla linea di massima pendenza collinare per ridurre il ruscellamento dell’acqua piovana. L’erba cresce liberamente tra i filari, favorendo la biodiversità. La raccolta è interamente manuale, in piccole cassette. La cantina è certificata SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata) e dispone di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia pulita.
Enrico Mandirola è un convinto sostenitore della vinificazione in cemento e acciaio, preferendoli al legno per non coprire la voce del vitigno. Nessuna macerazione, pressatura soffice, fermentazione a temperatura controllata, affinamento sulle fecce nobili per almeno 12 mesi. Nessuna chiarifica, filtrazione limitata al minimo per preservare le peculiarità del vino. Il risultato è un Timorasso di tensione nervosa, salinità e mineralità tagliente, capace di invecchiare magnificamente.
Tre declinazioni di un unico vitigno autoctono, distinguibili dall’etichetta che raffigura una goccia di vino allungata. Tre caratteri, tre terroir, tre momenti diversi del Timorasso di Mandirola.
L’espressione d’ingresso al mondo Timorasso di Mandirola: uveselezionate da vigneti con età media di 30 anni, esposizione sud-ovest a 300 metri, suolo calcareo-argilloso. Vendemmia manuale in piccole ceste da fine settembre a inizio ottobre. Pressatura soffice, fermentazione a temperatura controllata, affinamento sulle fecce nobili per almeno 12 mesi in cemento, poi 3-4 mesi in bottiglia. Fiori bianchi, erbe aromatiche, agrumi e pietra focaia al naso; palato fresco, sapido, con un finale lungo e minerale. Certificato sostenibile.
Il cru più prezioso della cantina e uno dei vigneti storici più importanti del Piemonte: viti di oltre 90 anni, le più vecchie di Timorasso conosciute nei Colli Tortonesi. Da questo vigneto provennero le prime selezioni massali per la rinascita del vitigno negli anni ’80. Vinificazione identica al Derthona, con l’aggiunta di un breve passaggio in botti di legno usato prima dell’imbottigliamento. Affinamento in bottiglia di 6-8 mesi. Profili aromatici floreali intensi, straordinaria profondità e longevità eccezionale.
Un’interpretazione unica e coraggiosa: il Timorasso vinificato con il metodo classico (Champenoise), con 24 mesi di affinamento sui lieviti in bottiglia. Da vigneti a 300 metri su suolo argilloso e calcare grigio, viti di 30 anni, vendemmia manuale in anticipo rispetto al Derthona per preservare la freschezza. Giallo paglierino brillante, perlage fine e persistente; bouquet di fiori bianchi, crosta di pane e lieviti delicati; palato secco, fresco, elegante, con una mineralità sottile tipica del terroir. Una bollicina di rara identità.
Accanto al Timorasso, Enrico Mandirola valorizza i vitigni rossi autoctoni del territorio tortonese con la stessa cura artigianale e la stessa filosofia di minimo intervento.
Barbera in purezza: vendemmia manuale, diraspatura efermentazione in vasche grandi per 8-10 giorni, poi affinamento con metodo tradizionale. Rosso rubino brillante, frutto di ciliegia e mora, acidità vivace e tannini morbidi. Diretto, autentico, espressione sincera della Barbera dei Colli Tortonesi senza fronzoli.
La Croatina — vitigno autoctono a bacca rossa tipico delTortonese e dell’Oltrepo’ Pavese — in purezza dal vigneto “Lù della Costa”, acquisito dalla famiglia e piantato nel 1992. Colore rosso rubino profondo con riflessi violacei, profumi di mora, prugna e spezie dolci, struttura tannica robusta e finale persistente. Un vino di carattere che racconta un vitigno troppo spesso dimenticato.