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57ª edizione, 6-9 aprile 2025
Verona, 6-9 aprile 2025. Quattro giorni intensi, padiglioni affollati, calici alzati e conversazioni che contano. Si è chiusa la 57ª edizione di Vinitaly con un bilancio positivo e qualche riflessione importante su dove sta andando il mondo del vino.
I numeri che fanno riflettere
Oltre 97.000 operatori hanno varcato i cancelli di Veronafiere, con un terzo delle presenze proveniente dall'estero — più di 32.000 persone da oltre 130 paesi, in crescita del 7% rispetto all'edizione precedente. Numeri che parlano da soli, soprattutto in un contesto segnato dall'annosa questione dei dazi americani sul vino italiano ed europeo, tema che ha dominato i corridoi tanto quanto le degustazioni. Tra i mercati più dinamici si distingue il Regno Unito, con una crescita significativa dei buyer presenti; segnali positivi anche da Francia, Belgio e Olanda.In controtendenza, invece, le presenze dalla Cina.
Il vino italiano tiene, ma il mercato cambia
Quello che emerge da questa edizione non è solo una fiera dei numeri: è un settore che si interroga sul proprio futuro. Per la prima volta nella storia di Vinitaly, due commissari europei hanno partecipato ufficialmente all'evento, annunciando misure concrete a sostegno della filiera vitivinicola — un segnale politico non trascurabile in un momento di forte pressione sui mercati internazionali.
Sul fronte delle tendenze, tre temi hanno catalizzato l'attenzione: i vini No/Low alcol, ormai usciti dalla nicchia per diventare oggetto di dibattito strutturato; i RAW wine, con il mondo del vino naturale sempre più presente e strutturato nell'offerta fieristica; e l'enoturismo, con il debutto di Vinitaly Tourism come format dedicato all'integrazione tra vino, territorio e accoglienza.
Il Piemonte e il Nebbiolo sul palcoscenico internazionale
Per chi, come noi, segue con attenzione il mondo piemontese, Vinitaly rimane un osservatorio privilegiato su come le denominazioni di casa nostra vengono percepite dal trade internazionale. Barolo e Barbaresco continuano ad attrarre attenzione qualificata — e i dati sull'imbottigliato 2024, con un +6% per il Barolo, confermano una solidità che va oltre i cicli di moda. Il Nebbiolo, in tutte le sue declinazioni, si conferma uno dei vitigni italiani più apprezzati a livello globale.
Una fiera che vale il viaggio
Vinitaly non è solo business — o almeno, non dovrebbe esserlo solo. È un momento in cui il settore si guarda allo specchio, incontra chi il vino lo compra nel mondo, e capisce dove si trova rispetto alla concorrenza internazionale. Quest'anno il messaggio era chiaro: il vino italiano sa reagire, anche quando il contesto si complica.
📍 Veronafiere, Verona | 🗓 6–9 aprile 2025Ingresso riservato a operatori professionali, buyer, sommelier, stampa di settore





